Un'estratto della prefazione del libro di Antonio Marrama, Balbuzie ed ortofonia, prolbema e soluzione. La prefazione è firmata dalla Dottoressa Dora Di Paolo foniata ed otorinolaringoiatra presso l'Istituto di Ricerca e Cura Santa Lucia di Roma..
Presentare un testo relativo ad una specifica terapia della balbuzie è, per un foniatra e un audiologo un impegno al contempo facile ed impossibile. Diviene ancor più improbo se l'opera è indirizzata a persone esterne allo studio del linguaggio, ma interessate al tema perchè colpite, personalmente o in forma indiretta, dalla balbuzie.
Visto che gli elementi fondamentali del metodo Marrama: ortofonia e musica sono già stati giudicati validi da tempo nessuno ci accuserà di aver presentato un'ipotesi logoterapeutica senza basi e, pertanto, non funzionale in una reale rieducazione del linguaggio.
La lettura del testo ci ha mostrato un lavoro di preparazione lungo, pieno e maturato in stadi diversi:
La comunicazione verbale è, in prima e generale impressione, considerata una realtà ovvia in cui le naturali difficoltà di apprendimento d'un bambino sono seppellite nell'oblio della prima infanzia. Chi vive all'interno di una famiglia i cui membri non soffrono - nè hanno sofferto - di disturbi verbali, stabilisce facilmente un rapporto di naturalità con le due forme di comunicazione sonora:
Il parlare è naturale come:
Solo l'uscita dall'ambito della comunità di nascita, porta il bambino a percepire come e quanto il linguaggio si modifichi in strutture foniche, grammaticali e logiche profondamente diverse da argomento a argomento, da un luogo all'altro, da un gruppo all'altro.
Il contatto extrafamiliare lo immette nella coscienza comune e, in questa, scopre che, nel suo parlare, oltre ad aspetti naturali e comuni ad altri bambini ed adulti, si intrecciano aspetti e sonorità diverse legate solo a lui e si avvede che anche gli altri bambini hanno avvertito la sua diversità:
La diversità d'impegno tra foniatri e logoterapeuti nasce dopo l'accertamento della natura specifica della difficoltà di fonazione. Abbiamo notato nei primi capitoli del volume le differenze di conoscenza e competenza tra queste due figure professionali.
Il professor Marrama è infatti partito da un preciso rilievo: se si riscontra o si presume un'insufficienza organica, prima di porre in essere qualsiasi forma di rieducazione si deve consultare un foniatra. Se la difficoltà verbale non ha basi organiche la correzione del disturbo non va medicalizzata ma risolta con il metodo ortofonico.
Riteniamo interessante la panoramica della musicoterapia vocale che, unita all'ortofonia, costituisce la base sonoro-correttiva del metodo.
Una nota particolare va al capitolo finale, la voce, che Antonio Marrama intende elevare da un "mezzo elementare e povero" a un più efficace, alto ed elegante "strumento estetico di dizione".
Con questo invito, evidenzia al balbuziente che nel linguaggio si intrecciano più nature e storie invitandolo, per progredire negli studio della funzione comunicativa, a superare il comune e banale uso della bocca utilizzando l'organo con indirizzi verso l'alto e il bello.
E' chiaro, a questo punto, che il professor Antonio Marrama sottolinea e privilegia ora l'uno ora l'altro dei due costituenti fondamentali della verbalità:
Migliaia di anni di comunicazione parlata della specie umana ci hanno condotto ad un tal grado d'automazione ed intreccio di queste due componenti che spesso, si sottovalutano i singoli ruoli ed i pesi diversi dei valori fisici e psichici del parlare.
Un docente di lingue estere - il Marrama lo è stato per decenni - è invece obbligato alla quotidiana supervalutazione dei ruoli e dei pesi linguistici che propone ai suoi giovani allievi.
Il suo merito maggiore è l'aver combinato - sommandole tra loro - le sue tre diverse esperienze: di autocorrezione, di docenza e di terapia. La lettura della sua opera è un compendio di questi tre fattori che, ci riconduce con forza ed efficacia alla corretta valutazione dei molteplici ruoli e pesi.
Il terapeuta Marrama è ben consapevole di quanto pesano fattori fisici, educativi, ambientali e culturali nel configurarsi di una patologia del linguaggio.
Visto in questo profilo, il suo libro è un avvio - per balbuzienti, genitori e docenti - alla riflessione sui tempi d'apprendimento verbale, sui successivi innesti di conoscenza, sulle condizioni di lingua conosciuta e parlata da un soggetto in difficoltà, sull'intreccio tra fisicità e capacità astrattive delle stesso soggetto.
Dr.ssa Dora di Paolo. Foniatra-Otorinolarigoiatra
Istituto Ricerca e Cura a carattere scientifico Santa Lucia, Roma.
La conferenza organizzata dall'ANEB in collaborazione con l'ISI-CNV, si terrà a
Roma sabato 18 febbraio alle ore 18.30.
maggiori informazioni
dal 27 dicembre al 7 gennaio
a Montesilvano (PE) presso l'Hotel Ariminum
Sono già aperte le iscrizioni
L'ANEB presenta ISI-CNV , Istituto Superiore Internazionale di comunicazione.
Nei corsi dell’ ISI-CNV vengono proposti esercizi per migliorare il linguaggio e la propria autostima, sia attraverso specifici metodi di autoipnosi che della PNL (programmazione neurolinguistica).
Testimonianza di Daniel Lakelin, quando era allievo dei corsi di ortofonia oggi non più balbuziente e istruttore dell'Aneb, tratta dall'intervento dell'ANEB a Rai 2.
“Mi chiamo Antonio Marrama e fin da bambino ho sofferto di una marcata balbuzie che ho avuto fino a circa 20 anni. Questo grave difetto mi ha spinto a trovare una soluzione personale e nell'arco di un paio di anni sono riuscito a debellarlo... Con la tecnica di modulazione del canto si può sconfiggere la balbuzie.”
Antonio Marrama, fondatore dell'ANEB ed ideatore del metodo ortofonico
Il brusio dei ragazzi dietro le mie spalle tace d'un tratto. Già, sono qui per seguire le lezioni che il professor Antonio Marrama impartisce ai giovani balbuzienti. [...] Balbuzienti? Non m'ero neppure accorta che fossero balbuzienti. Infatti questi ragazzi parlano benissimo, senza intralci, senza intoppi, così che le statue del Duomo sono riuscite a distrarmi da loro. Eppure questi giovani sono balbuzienti o, meglio, lo erano fino a luglio dell'anno passato.
Tratto dall'articolo Sdruciololungolescale di Rudy Stauder pubblicato su SALVE.
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Numerosi personaggi storici sono stati balbuzienti. Fra questi l'insigne matematico Niccolò Fontana detto Tartaglia proprio per la sua evidente balbuzie. Tuttavia Niccolò non s'è mai adombrato del soprannome usandolo persino ufficialmente nelle sue opere.