La balbuzie è il sintomo di uno stato emotivo che coinvolge persone dalla sensibilità superiore alla media.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la balbuzie come un disordine del ritmo del linguaggio nel quale l'individuo sa esattamente cosa vuole dire ma non è in grado di esprimerlo a causa di involontari prolungamenti ripetitivi o interruzioni del suono".
La balbuzie quindi non è un problema clinico ma è un disturbo del linguaggio di origine nervosa senza alterazione degli organi di fonazione.
Il pedagogo Scheider descrive perfettamente cosa succede all'interno dell'io di una persona balbuziente nel momento in cui deve cominciare a parlare. Ecco alcune citazioni chiave dal suo libro Prevenire la Balbuzie:
Devo fare attenzione quando parlo perchè potrei avere delle difficoltà.
L'attenzione viene richiamata sulla pronuncia difettosa di certi suoni. Questi suoni diventano così lettere difficili, che richiedono una speciale attenzione.
Ogni volta che il suono difficile si avvicina si cerca di padroneggiarlo con espressioni e compressioni, di costringerlo violentemente o di superarlo pronunziandolo ripetutamente.
La preoccupazione del disturbo ben presto domina il succedersi dei movimenti dei muscoli vocali, proprio quando occorre pronunziare le sillabe e le iniziali delle imminenti parole più temute e già altre volte mal pronunziate.
L'attimo in cui si inizia a parlare è fonte di grande tensione per un balbuziente. Questa tensione è ignorata da chi non ha il disturbo e non può comprenderla. La tesi di Scheider è che lo stress emotivo determina la balbuzie. L'origine psicologica della balbuzie è sostenuta anche da Martin Schwartz in La balbuzie sconfitta.
La foniatra francese Suzanne Borrel Maisonner, considerata la più grande terapeuta della balbuzie, afferma che la fragilità emotiva è la caratteristica tipica dei balbuzienti. Le cause che portano una persona alla balbuzie sono quindi riconducibili alle apprensioni di carattere emotivo.
Abbiamo compreso che la causa della balbuzie non è di origine medica. Pertanto la balbuzie va affrontata con un trattamento specialistico che esuli dalle normali cure cliniche: il metodo ortofonico Marrama
La balbuzie rappresenta spesso un ostacolo nelle relazioni sociali specie nell'ambito lavorativo. Si calcola che in Italia sia balbuziente l'1% degli adulti; 500mila persone circa ai quali va aggiunto il 4% degli studenti della scuola dell'obbligo.
Il fenomeno della balbuzie è in aumento. Il numero dei balbuzienti aumenta di pari passo con lo stress quotidiano. Un' ulteriore conferma del legame stretto con l'aspetto emotivo delle persone.
ATTENZIONE! Il corso è stato spostato per motivi logistici
Il corso si terrà:
da domenica 05 Luglio 2009
a sabato 18 Luglio 2009
Sono già aperte le iscrizioni
Testimonianza di Daniel Lakelin, allievo dei corsi di ortofonia Oggi non più balbuziente tratta dall'intervento dell'ANEB a Rai 2.
“Mi chiamo Antonio Marrama e fin da bambino ho sofferto di una marcata balbuzie che ho avuto fino a circa 20 anni. Questo grave difetto mi ha spinto a trovare una soluzione personale e nell'arco di un paio di anni sono riuscito a debellarlo... Con la tecnica di modulazione del canto si può sconfiggere la balbuzie.”
Antonio Marrama, fondatore dell'ANEB ed ideatore del metodo ortofonico
Il brusio dei ragazzi dietro le mie spalle tace d'un tratto. Già, sono qui per seguire le lezioni che il professor Antonio Marrama impartisce ai giovani balbuzienti. [...] Balbuzienti? Non m'ero neppure accorta che fossero balbuzienti. Infatti questi ragazzi parlano benissimo, senza intralci, senza intoppi, così che le statue del Duomo sono riuscite a distrarmi da loro. Eppure questi giovani sono balbuzienti o, meglio, lo erano fino a luglio dell'anno passato.
Tratto dall'articolo Sdruciololungolescale di Rudy Stauder pubblicato su SALVE.
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Numerosi personaggi storici sono stati balbuzienti. Fra questi l'insigne matematico Niccolò Fontana detto Tartaglia proprio per la sua evidente balbuzie. Tuttavia Niccolò non s'è mai adombrato del soprannome usandolo persino ufficialmente nelle sue opere.