La scuola e la balbuzie

by admin-aneb on 8 novembre 2015

E’  il balbuziente  che deve  gestire  la sua disfluenza  a scuola  o gli insegnanti che  devono attuare  delle strategie  nei confronti  di chi balbetta?

Sicuramente  dovrà esserci  collaborazione da parte  di entrambi.

Nel nostro contesto  socio culturale purtroppo la balbuzie, nella maggior parte delle volte, rappresenta una realtà nuova per gli insegnanti.

La scuola, per via degli ingenti tagli delle spese, non riesce  a sostenere i corsi volti all’informazione dei disturbi del linguaggio nell’età evolutiva nonché dell’igiene vocale e altro.

E se qualche piccolo passo si è fatto riguardo la dislessia almeno,  siamo in grado di capire  che cosa  è e come  riconoscerla   e come eventualmente affrontarla , riguardo la balbuzie si sa molto poco.

In realtà il problema della disfluenza  è già di per se ombroso riguardo l’origine.

Se  viene a mancare  anche  la giusta  informazione si brancola nel buio.

Un tempo giungevano alla mia osservazione  alunni segnalati dagli insegnanti come svogliati e poco diligenti, in realtà si trattava di “dislessia”

La balbuzie invece si riconosce molto presto, anzi  tante mamme  o educatrici si preoccupano troppo presto quando non dovrebbero.

La balbuzie si suddivide in primaria e secondaria.

La balbuzie primaria, che insorge precocemente  intorno  ai  2- 3 anni, non va riabilitata.

Gli insegnanti appunto riconoscono velocemente  il problema della disfluenza ma non conoscendone  l’origine  e che  esiste una sfera  emotiva che la sottintende, non sanno come affrontarla.

Il balbuziente, da un punto di vista organico si presenta  a noi esperti del mestiere assolutamente sano sia dal punto di vista fisico che cognitivo alla prima visita.

Questo  è possibile  dirlo con certezza  in quanto nell’arco della sua vita  ha effettuato diverse  visite o RMn  che escludono una causa organica della disfluenza.

Inoltre sicuramente  avrà effettuato una  visita neuropsichiatrica infantile che non documenta un particolare deficit cognitivo.

Eppure, come descrive bene la metafora dell’iceberg, colui che balbetta ha un habitus particolarmente  fragile. Cioè il problema  psicologico rappresenta la parte sommersa che  pian piano emerge un po’ alla volta.

La scuola  oggi appunto dovrebbe lavorare sulla parte sommersa  e non quella emergente di competenza  dello specialista.

Questo accade spesso e infatti il balbuziente  peggiora  il suo modo di parlare  tra le mura scolastiche in quanto  non si sente compreso.

CHI DI NOI  PUO’ NEGARE  L’ ANSIA  DELLE INTERROGAZIONI?

Il balbuziente di fronte a situazioni che generano ansia entra completamente nel pallone e balbetta sempre   di più.

L’auspicio è quello che la scuola  si prepari sempre di più  a sostenere gli allievi che balbettano!

A tal proposito possiamo offrire agli insegnanti dei corsi informativi al riguardo.

Contattaci per informazioni!

admin-anebLa scuola e la balbuzie

Related Posts

Take a also a look at these posts