Così diamo alla parola il ritmo giusto

by admin-aneb on 11 dicembre 2014

Spesso è motivo di sfottò o argomento da barzelletta, ma la balbuzie è una cosa seria, come l’Associazione che se ne occupa, l’ANEB (Associazione Nazionale per l’eliminazione della Balbuzie) fondata da Antonio Marrama, professore di francese scomparsa nel 2005. Da due anni presidente dell’Associazione è Dora Di Paolo, Medico Foniatra ed Otorinolaringoiatra. “La balbuzie ha origini multifattoriali” dice la dottoressa Di Paolo. “Possono determinarla tanti aspetti, ma ancora non sappiamo qual’è quello predominante. Sicuramente l’ambiente incide moltissimo: un genitore balbuziente può influenzare il bambino. Ci sono componenti ereditarie ma non si è mai scoperto un gene responsabile. Antonio Marrama era balbuziente e ciò l’ha spinto a cercare una soluzione al problema e a tentare di debellarlo ma anche ad assumersi il compitoistruttore della parola come dovere sociale. Infatti, già dal 1965 impartiva lezioni a giovani balbuzienti utilizzando il metodo ortofonico messo a punto da lui, ampliando e perfezionando le tecniche ortofoniche già esistenti. Il metodo consiste nell’applicazione del canto al linguaggio parlato, leggendo con ritmo una sillaba all’altra, l’ultima di ciascuna parola alla prima di quella successiva, al fine di formulare una frase che all’inizio viene fuori cantilenante, fino a diventare una fluida con esercizi di miglioramento e di approfondimento.”

Esprimersi in modo scorrevole

È una questione di ritmo, dunque. Ma,come spiega Dora Di Paolo, per esprimersi in modo scorrevole è necessario fare molti esercizi, a seconda del tipo di balbuzie: “grave oppure più lieve. Ai suoi tempi il professor Marrama teneva corsi anche di 18 giorni, adesso i tempi si sono accorciati: per una forma medio-grave possono essere sufficienti 14 giorni per ottenere un buon risultato. Il canto ha una funzione migliorativa, legando una parola all’altra interrompe quella pausa imbarazzante che caratterizza il disturbo. Il nostro obiettivo è informare, insegnare a parlare bene, migliorare la qualità della vita dei balbuzienti, sollevarli dal profondo disagio che a volte li tormenta, fargli vivere un buon rapporto con gli altri. Per molti la balbuzie è motivo di vergogna. Ho potuto verificare di persona che qualcuno addirittura pensa al suicidio. Pertanto nella nostra scuola non sottovalutiamo mai l’aspetto psicologico. Per la parte motivazionale e di supporto psicologico,collabora con noi il dottor Marco Paret, fondatore e direttore dell’ISI-CNV (Istituto Superiore Internazionale della Comunicazione Non Verbale),tra i massimi esperti di PNL (Programmazione Neuro Linguistica). L’aspetto psicologico è fondamentale: i balbuzienti hanno poca autostima, attacchi di panico, fobie, ansia da prestazione, problematiche che possono associarsi al disturbo della parola. I genitori sono scettici, dopo aver provato diverse tecniche, arrivano da noi con poche speranze. Per fortuna, invece, se ne vanno soddisfatti. I corsi si svolgono in estate, generalmente al mare, perché le attrattive sono maggiori e le lezioni, alternate a qualche bagno, risultano meno pesanti. Una storia che mi ha colpito particolarmente è stata quella di una bambina che quando ha saputo di essere stata adottata ha cominciato a balbettare. I genitori si sentivano in colpa, ma dopo il corso la balbuzie era sparita e la bimba aveva acquisito una grande forza interiore.”

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