Il balbuziente: il primo educatore di se stesso

by admin-aneb on 26 ottobre 2015

La terapia ortofonica o metodo ortofonico per il trattamento della balbuzie deve avvicinarsi il più possibile al linguaggio normale dell’uomo per un inserimento più adeguato nella società. Solo quando il balbuziente si sentirà uguale agli altri accetterà un metodo per rieducare la sua capacità espressiva. Bisogna renderlo consapevole dell’obiettivo da raggiungere: PARLARE BENE COME TUTTI, dopo averlo convinto della propria normalità. Bisogna aiutarlo affinchè si liberi da un groviglio di problemi e dal complesso di inferiorità acquistando la certezza di essere una persona normale come tutti. Tutti gli sforzi devono mirare a convincerlo che egli è il primo educatore di se stesso. Poiché l’apparato fonatorio del balbuziente è sano e capace di funzionare perfettamente, occorre metterlo in condizione di parlare fluentemente.

La terapia ha come obiettivi: eliminare la balbuzie, attraverso l’utilizzo di esercizi ortofonici prestabiliti, proporre una tecnica di rilassamento per la gestione dell’ ansia, aiutare il paziente ad affrontare le situazioni temute anziché continuare a evitarle, analizzare i pensieri negativi o irrazionali del paziente e sostituirli con pensieri razionali (l’ansia è alimentata da pensieri negativi che la persona, in modo automatico, produce su di sé e sulle situazioni che incontra), aiutare il paziente a comunicare in modo assertivo, insegnare tecniche per aumentare la stima di sé, rendere il paziente consapevole delle emozioni e aiutarlo a gestirle.

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